English in action! “Calling for an appointment”

Insieme all’insegnante di Lettere e Orientamento, noi di prima Triennale abbiamo fatto alcune esercitazioni per imparare ad affrontare conversazioni telefoniche in salone. In seguito, con l’insegnante Viviani, di lingua inglese, abbiamo imparato a utilizzare le espressioni in inglese per fissare o disdire appuntamenti al telefono. Abbiamo in seguito creato piccoli dialoghi a coppie e ne abbiamo scelto uno da rappresentare.

Nel video che segue vedrai Camilla nei panni di un’estetista qualificata e Alessia nei panni di una cliente che deve prendere appuntamento in un centro estetico. Questa attività è stata molto divertente e ci ha aiutato a memorizzare le frasi chiave da utilizzare in inglese  e comunicare al telefono in maniera disinvolta. Guarda il nostro video!

 

Appuntamento a teatro: “Father and son”, di Michele Serra

Qualche sera fa, noi di Prima, Seconda e Terza Triennale siamo andate al Teatro Civico di La Spezia  a vedere uno spettacolo di Michele Serra, portato in scena da Claudio Bisio: “Father and son“. Si trattava di un monologo in cui il famoso attore affrontava tematiche davvero vicine a noi e al nostro mondo. Un padre raccontava in maniera ironica e a tratti anche comica, divergenze e problematiche del rapporto genitori-figli. In questo video, ti spieghiamo perché ci è piaciuto così tanto!

 

Una sera a teatro: “Intrigo e amore” di Schiller

Ieri abbiamo fatto un’uscita serale davvero speciale! Dopo aver affrontato a scuola durante la prima parte dell’anno la lettura di diverse opere teatrali, siamo andati a teatro a vedere un’opera di Friedrich Schiller, poeta, drammaturgo e filosofo tedesco del Settecento, padre della filosofia Estetica. Il dramma si intitolava “Intrigo e amore” ed era portato in scena dal Teatro Stabile di Genova. La storia racconta la tragedia di un amore contrastato: due giovani appartenenti a classi sociali differenti non possono vivere la loro unione con il consenso sociale. La protagonista, Louise, accetta di morire piuttosto che abbandonarsi al pensare comune e accettare un destino infelice. A scuola, la mattina, abbiamo espresso la nostra opinione sullo spettacolo e sul significato dell’opera. In seguito, abbiamo affrontato il concetto di “anima bella”, descritto da Schiller, esprimendo la nostra idea di bellezza. Queste alcune delle nostre opinioni:

Natasha: un’anima bella è un’anima libera, libera di essere se stessa, di esprimere un’opinione senza temere il giudizio degli altri e senza condizionamenti

Iris: essere belli significa avere autostima e saper riconoscere le caratteristiche più velate di un individuo, i dettagli che rivelano aspetti interiori

Elvira: essere belli significa possedere la capacità di appagare l’anima

Ilaria: essere belli significa avere capacità critica verso noi stessi, nell’ottica di migliorare il nostro aspetto interiore ed esteriore

Merj: un’anima bella è un’anima semplice, che ama aiutare gli altri, che vive nella spontaneità e in armonia con se stessa e gli altri. Un’anima bella vive libera, senza tenere conto dei pregiudizi delle persone, fiera di ciò che è.

Elvira, Iris e Kristiana prima dello spettacolo!
Lo spettacolo sta per cominciare!
sdr
Elena e Kristiana

Trucco concettuale: la fantascienza

La classe Terza Triennale quest’anno ha preparato uno studio approfondito sul make up. Lo spunto iniziale è stato l’ideazione e lo sviluppo di un personaggio per un romanzo di fantascienza, compiuto insieme alla prof. di Lettere. Dopo aver studiato il movimento letterario artistico del Futurismo, la classe ha fatto un excursus sulla Fantascienza come genere letterario. In seguito, in piccoli gruppi, abbiamo rielaborato le nozioni apprese e ideato un trucco concettuale. In questo articolo, Giada ha sperimentato su Asia un trucco ispirato ai dipinti di Giacomo Balla, pittore, scultore e scenografo futurista, e ha fuso insieme elementi derivati dal costume degli anni Venti del Novecento. In particolare, il gioco di ombretti riproduce le tonalità prescelte nei suoi dipinti, come Linea di velocità, del 1913, qui di seguito. Ecco quali passi sono stati compiuti nel dettaglio, in laboratorio, sotto la supervisione della prof. Ronzoni.

G.-Balla-Linea-di-velocità-1913
Linea di velocità, Giacomo Balla, 1913

In Laboratorio

  1. Giada ha preparato il viso di Asia correggendo le papule con correttore verde, le occhiaie con correttore aranciato, e ha ricoperto il tutto con correttore beige.
  2. In seguito, ha steso il fondotinta adatto al colore della pelle e ha applicato una cipria chiara;
  3. Sugli occhi ha utilizzato ombretti blu, rosso e giallo e li ha sfumati creando strisce uniformi di colore;
  4. Ha definito le sopracciglia con una matita marrone scuro.
  5. Ha utilizzato una matita nera sulla rima inferiore delle ciglia e una linea di eyeliner sulle ciglia superiori.
  6. Gli occhi sono stati ultimati con abbondante mascara nero.
  7. Sugli zigomi ha applicato un blush rosato sfumandolo verso le tempie.
  8. Dopo aver delineato con una matita rossa le labbra, ha steso un rossetto della solita tonalità.
  9. Infine, ha applicato il lucidalabbra al centro del labbro inferiore.

Osserva Asia prima del make up, e dopo!

Un altro scatto di Asia nelle vesti di un personaggio che fonde ricordi Decò e richiami dalle opere di Balla.
Un altro scatto di Asia nelle vesti di un personaggio che fonde ricordi Decò e richiami dalle opere di Balla.
Foto di Irene Vivarelli
Asia prima del make up
Foto di Irene Vivarelli
Asia in versione futurista-fantascientifica!

Un giorno da Storyteller…

Oggi in Prima triennale abbiamo fatto un “esperimento”… Per insegnarci a utilizzare il passato remoto, a concordare i verbi e per sviluppare la nostra creatività, la prof. di Lettere ha portato in classe alcuni dadi su cui erano raffigurate immagini diverse (una mongolfiera, un gelato, un panino un gatto, un uccellino, un camper, un autobus ecc)… A turno abbiamo  tirato i dadi: a seconda delle immagini che vi erano sopra, ognuna di noi ha dovuto inventare una parte di storia… Ecco come sta andando per ora, inizia Lisa… Tieni presente che sembra facile, ma non lo è affatto!

Questi sono i dadi che abbiamo usato!
Questi sono i dadi che abbiamo usato!

Lisa: Daniel, la mattina del suo ventottesimo compleanno, si concesse di svegliarsi a mezzogiorno. Il sole bruciava l’asfalto e stare dentro al camper  era diventato insostenibile. Decise così di affacciarsi alla porta e dare un’occhiata in giro. Nei dintorni non c’era anima viva e si sentiva soltanto il frinire delle cicale nella calura estiva. Mentre scartava il suo gelato, si incamminò verso la vicina stazione dei treni come tutti i venerdì. Al termine della scala di marmo che conduceva alla stazione, vide una valigia abbandonata vicino ad una ringhiera. Dopo aver aspettato una buona mezz’ora, prese la valigia e si diresse verso un bar che stava all’isolato accanto, dove ordinò un caffè macchiato. Girò il caffè e lo mandò giù piuttosto velocemente bruciandosi la lingua. Si decise ad aprire la valigia e al suo interno trovò una serie di camicie hawaiane, un reggiseno di noci di cocco e una gonnellina di fili di paglia. In fondo alla valigia scorse un bigliettino con un numero di telefono e un nome di donna: Rosa. Sulla strada del ritorno, si fermò ad un Fast Food maleodorante.

Jessica: Daniel prese il telefono e chiamò questa misteriosa ragazza. Dall’altra parte del telefono si sentì una voce allegra e gentile. Le disse di aver trovato una valigia contenente il suo numero di telefono e si misero d’accordo per vedersi l’indomani mattina. La nottata fu lunga e il sonno agitato: alla mattina Daniel era in un bagno di sudore, si lavò, si vestì e si diede il profumo. Arrivò all’appuntamento in perfetto orario, ma di Rosa non c’era traccia, così si mise al tavolo e l’aspettò per circa un’ora. Stava perdendo le speranze quando a un tratto entrò nel locale un’affascinante ragazza dai capelli lunghi e rossi, occhi chiari, di statura piuttosto bassa e magrolina. Si intesero con una sguardo,  sedettero vicini e fecero colazione. Parlarono del più e del meno e Rosa gli disse che la settimana successiva sarebbe partita per le Hawaii. Quella sera Daniel, ripensando alla ragazza si rese conto che aveva suscitato il suo interesse, così le fece una telefonata chiedendole di uscire  il giorno dopo.

Rita: La mattina Daniel andò a prendere Rosa a casa sua con il motorino. Il suo viso sprizzava felicità da tutti i pori. Appena arrivò a casa della bellissima nuova amica, le disse che l’avrebbe portata alla fattoria a fare una passeggiata, lei accettò con grande entusiasmo. Lungo la strada si fermarono a prendere un caffè americano, scambiarono qualche parola e lui percepì che il suo interesse era intenso e ricambiato. Tutto a un tratto, Daniel tirò fuori dallo zaino un pacchetto regalo rosa shocking. Quando Rosa, piuttosto sorpresa, lo scartò, ci trovò dei bellissimi occhiali di Dolce&Gabbana, lo fissò negli occhi e gli disse: ”Veramente c’è un malinteso, io sono fidanzata!” BANG!!!. In quel mentre, scese da un Audi A3 nero fiammante, un bel ragazzo alto, moro e con bellissimi occhi azzurri  come il cielo. Si avvicinò a Rosa, le prese la mano e le disse: “Tesoro, hai finito?” dandole un bel bacio appassionato.

Greta:  Daniel sbiancò, e per l’imbarazzo decise di andarsene. Prese la macchina e tornò di corsa al suo camper. Sbattè la porta e si abbandonò sul letto con la testa ancora piena di pensieri. Rosa e il suo ragazzo, invece, restarono al bar perché Marco, il fidanzato, voleva mangiare un gelato. Nel profondo Rosa era dispiaciuta per quanto  successo: quel ragazzo si era preso una bella cotta per lei. Con un gesto rapido prese gli occhiali che lui le aveva regalato e se li mise, salutò frettolosamente Marco e scappò a prendere l’autobus.

Camilla: “Pronto, Daniel, sono io, Rosa. Credo di doverti delle scuse… Possiamo rivederci il prima possibile? Ti aspetto al fast food vicino al tuo camper”. Daniel dopo aver ascoltato il messaggio in segreteria, si mise gli occhiali da sole, prese la sua bicicletta e raggiunse il fioraio più vicino dove comprò una rosa screziata. Appena si videro, il cuore di entrambi batté all’impazzata, si strinsero in un abbraccio e Rosa gli chiese scusa in lacrime. Daniel con calma e pazienza la rassicurò dicendole che lui aveva frainteso e che non era accaduto nulla di grave. Le asciugò le lacrime: “Ti va di tornare alla fattoria?”. Il sorriso di lei bastò come risposta.

Elena : Gli animali scorrazzavano tranquilli e il profumo dell’estate inoltrata era ovunque nell’aria. Rosa e Daniel giocavano a rincorrersi, quando lui le prese la mano e poggiarono contro un tronco di un albero. Una fitta pioggerellina iniziò a bagnare le foglie degli alberi, che cominciarono a gocciolare sul viso della ragazza. Daniel la strinse in un dolce abbraccio e la baciò. A casa sua, Marco guardò l’orologio: Rosa era sparita già da due ore e non rispondeva ai messaggi. La gelosia mista a preoccupazione cominciò a segnargli il volto.

Alessia : La rabbia di Marco stava crescendo e anche il numero dei suoi messaggi per Rosa. Quando la ragazza vide il cellulare si sentì profondamente in colpa e corse da lui prendendo l’autobus. Sui sedili posteriori un movimento attirò la sua attenzione: si avvicinò per vedere meglio. Un batuffolo di pelo nero stava riposando tutto tranquillo. “Ciao, bel gattino! Cosa ci fai qui da solo?” Sporse dal fondo un musetto e due occhietti azzurri la fissarono. “Ciao, Rosa! Ti sto seguendo da un po’ di tempo… Rosa restò scioccata: non poteva crederci, il gatto le stava parlando! Chiacchierarono per tutto il viaggio, quando il gatto le disse che doveva prendere una decisione tra Daniel e Marco. Scesi dall’autobus, i due raggiunsero il bar vicino a casa di Marco per mangiare qualcosa. Marco vide quell’insolita coppia pranzare sotto casa sua e scese le scale di corsa. Dentro al bar, notò gli occhiali da sole nuovi fiammanti e le chiese da dove venissero. Rosa restò in silenzio. Daniel, che aveva preso il camper per cercarla dopo la sua fuga improvvisa, li vide attraverso la vetrata passando di lì.

TO BE CONTINUED…   🙂

Hai qualche suggerimento per la nostra storia? Seguici per sapere come andrà a finire e lascia un commento!

 

 

Operatore del benessere: sì o no?

Durante la lezione di Orientamento di oggi, noi di Prima Triennale abbiamo evidenziato e raccolto insieme alla Prof. Vivarelli le parole chiave che definiscono il mestiere dell’estetista e quello dell’acconciatore. Ognuna di noi ha espresso la sua opinione riguardo le caratteristiche fondamentali che un aspirante operatore del benessere dovrebbe possedere. In particolare, abbiamo cercato di capire cosa differenzia i due mestieri. In seguito, abbiamo creato in classe un WordCloud per ciascuno dei due sondaggi. Credi che queste professioni siano adatte a te? Lascia un commento!

wordcloud
Operatore del benessere: aspirante estetista. Ti riconosci in queste parole?

 

 

 

 

 

 

 

 

Operatore del benessere: aspirante acconciatore. Ti riconosci in queste parole?
Operatore del benessere: aspirante acconciatore. Ti riconosci in queste parole?

Comunicare per immagini: Guy Bourdin

Oggi in classe abbiamo osservato e analizzato alcune fotografie del famoso fotografo francese Guy Bourdin. Il gruppo di Kristiana ha scelto di ispirarsi a due sue fotografie per simulare la realizzazione della copertina di una rivista di moda, eccole:

http_i.huffpost.comgen2534344imagesn-GUY-BOURDIN-628x314 images

Con la supervisione di Tecla Ronzoni, Ilaria ha truccato Kristiana in laboratorio:

  1. Per prima cosa, Ilaria ha preparato il viso di Kristiana detergendo la pelle con latte e tonico;
  2. In seguito, ha definito la linea delle sopracciglia utilizzando una pinzetta apposita e le ha uniformate;
  3. Ha preparato la base, dapprima correggendo le imperfezioni con un tris di correttori e un pennello apposito, successivamente stendendo il fondotinta;
  4. Sulle sopracciglia, Ilaria ha applicato un ombretto dello stesso colore per riempire gli spazi vuoti;
  5. Sull’occhio ha steso ombretti viola, azzurro e giallo sfumati in modo da creare un effetto scenico;
  6. Senza definire l’occhio con matita o eyeliner, ha applicato un mascara nero abbondante su cui ha spolverato della cipria per volumizzare le ciglia;
  7. Infine, ha applicato nuovamente il mascara.
  8. Nel frattempo, Iris, Elvira e Asia hanno eseguito reciprocamente una manicure e hanno steso sulle loro mani tre smalti diversi: rosso, fucsia e porpora.Ecco i risultati!
Kristiana prima del make up
Kristiana prima del make up

 

Kristiana e le compagne Iris, Asia e Elvira in una fotografia ispirata all'immaginario di Guy Bourdin.
Kristiana e le compagne Iris, Asia e Elvira in una fotografia ispirata all’immaginario di Guy Bourdin.

Il racconto a scuola: l’Antica Grecia

Insieme all’insegnante di Lettere, la prima Triennale quest’anno ha scritto diversi racconti ispirati all’Antica Grecia. Leggi la storia inventata da Rita e lascia un commento!

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Il piano degli dei conquistatori

Tanto tempo fa, esistevano molti dei, ma tra quelli più temuti vi erano gli dei dell’Olimpo.
L’Olimpo era la sede dove tutti gli dei vivevano in pace tra loro; tra questi c’era Zeus, il padre degli dei, degli uomini della terra e re dell’Olimpo.
Zeus aveva una moglie, Era, la protettrice di tutte le donne.
Altri dei vivevano con loro: Atena, dea della conoscenza; Afrodite, dea della bellezza; Poseidone, dio del mare…
Ogni città della Grecia aveva il proprio dio protettore, un dio da venerare e pregare.
Un giorno, Era, la moglie di Zeus, disse a suo marito: ”Mio re, sulla terra stanno succedendo frequenti episodi di maremoto e questo va avanti da diverse settimane”.
Zeus, voltandosi verso di lei, rispose: “Chiama Poseidone e digli che devo parlare urgentemente con lui”.
Poche ore dopo Poseidone arrivò sull’Olimpo e disse a Zeus: “Dimmi mio re, c’è qualcosa che non va?”.
Zeus, guardandolo bene negli occhi, rispose: “Mio caro Poseidone, sapresti dirmi perché ultimamente, sulla terra, avvengono così di frequente turbolenze marine?”.
Poseidone, sorridendo e con voce arrogante, disse: “Perché è ora che io mi riprenda ciò che mi spetta”.
Gli altri dei rimasero sorpresi.
Così Zeus ordinò alle guardie di portare Poseidone in una cella molto sorvegliata.
Nemmeno il tempo di dirigerlo verso la cella, che lui scatenò un’immensa onda anomala che travolse tutti i presenti.
Poseidone intrappolò tutti congelando loro mani e gambe.
Lui, essendo il dio del mare, con i suoi poteri poteva alterare lo stato liquido e così, poteva anche congelare l’acqua.
D’altronde era uno degli dei più potenti e riusciva a controllare uno dei fondamentali elementi naturali.
Il dio del mare, voltandosi, disse: “Tu non vieni con me?”; a quel punto Ares si fece avanti e seguì Poseidone.

Ares era il dio della guerra, nonché figlio di Zeus ed Era.
Passarono i giorni e gli attacchi di maremoto si fecero sempre più frequenti.
Lo scopo di Poseidone era far accadere sulla terra una immensa inondazione.
Zeus decise di affrontare personalmente il problema.
Fece perlustrare la terra dalle sue guardie, dicendo loro: ”Trovate il nascondiglio di Poseidone, e appena lo trovate, fatemi sapere”.
Le guardie di Zeus scesero fra gli uomini e appena atterrarono videro un enorme castello di ghiaccio; quello era il punto dove tutti gli dei atterravano sulla terra e proprio lì, Poseidone decise di innalzare il suo castello.
Zeus lo venne a sapere e andò subito dal dio del mare.
Appena si videro, i loro sguardi si incrociarono e subito dopo due potenti attacchi si scatenarono causando un’onda d’urto gigantesca.
Il potente fulmine di Zeus si scontrò con la potente onda anomala di Poseidone. Tutto il terreno circostante era ormai bagnato da un’intensa onda elettrizzata.
I due continuarono a lanciarsi potenti attacchi con i loro immensi poteri; Zeus all’improvviso venne colpito alle spalle e voltandosi vide il volto di suo figlio Ares.
Deluso, decise di tornare sull’Olimpo.
Appena giunse a destinazione vide qualcuno che attirò la sua attenzione: era la bellissima Afrodite con una guardia. Con occhio ben attento e orecchio ben aperto, vide e sentì Afrodite prendere il controllo mentale della guardia; Afrodite ordinò di condurre da lei tutto l’esercito delle guardie.
Mentre quest’ultimo aspettava, Zeus entrò e disse: “Mia cara e sensuale Afrodite, prima che la mia rabbia si scateni su di te, hai qualcosa da dirmi?”. Afrodite spiegò i suoi piani per conquistare l’Olimpo e disse: “Caro re, sempre se così posso ancora chiamarti, è stato facile persuadere la mente di due dei tuoi migliori uomini, ossia, i tuoi figli Ares e Poseidone. Personalmente credevo che sarebbe stato molto più difficile mettere in atto il mio piano, ma con l’aiuto di quei due poveri ingenui, far cadere il tuo regno sotto al mio dominio sarà un gioco da ragazzi”.
Zeus rimase in silenzio a sentire tali parole.
In quel momento entrarono Ares e Poseidone.
Questi ultimi furono anche raggiunti dal resto delle guardie; Afrodite con molta facilità prese il controllo di quasi tutte loro e fu così che la battaglia ebbe inizio.
Lo scontro fu intenso e Zeus fu messo in grande difficoltà: vide cadere ai piedi di Afrodite, poco a poco, le poche guardie che lo stavano aiutando.
Il re dell’Olimpo, preso da una rabbia immensa, utilizzò tutte le sue poche forze rimanenti per creare un ultimo e potente attacco: generò un fulmine di proporzioni immense che a sua volta esplose in tanti altri fulmini, colpendo mortalmente Afrodite.
Quest’ultima cadde a terra, facendo così svanire il controllo mentale su tutte le persone che erano presenti.
Ares e Poseidone si guardarono intorno con aria molto stupita chiedendo spiegazioni dell’accaduto a Zeus.
Il padre degli dei spiegò tutto ciò che era successo.
I due caddero in ginocchio chiedendo perdono.
Zeus, con la calma di un vero dio, mise le sue mani sulle spalle dei due, silenziosamente annuì accettando le loro scuse, e andò via.
I giorni passarono e sulla terra le persone cercavano di ricostruire la parte più alta della Grecia.
Ritornò tutto alla tranquillità e l’incubo che inflisse Afrodite rimase solo una leggenda.

Poesia a scuola: “Donna che si pettina”

Insieme alla Prof Vivarelli, oggi in classe abbiamo studiato la poesia barocca, in particolare il poeta napoletano Giovan Battista Marino (1569-1625), di cui abbiamo analizzato la poesia “Donna che si pettina“. In seguito ne abbiamo svolto la parafrasi. Ecco la versione di Elvira:

Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1635
Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1635

I tuoi capelli sembravano onde dorate

attraversate da una navicella bianca come l’avorio,

mentre con la tua mano candida, toccandoti i capelli compivi movimenti delicati e preziosi.

Dividevi le tue onde in una riga dritta,

Amore raccoglieva i biondi capelli così separati,

destinati a essere legati come catene, in trecce che tengono avvinti i polsi

di chi vorrebbe non amare.

L’immenso splendore dei capelli, mossi leggermente dalla brezza,

mostra la tua bellezza pericolosa,

e io sono destinato a morire d’amore.

In questo mare ormai non più tranquillo,

mi lascio andare nella mia tempesta, dove lo scoglio

splende come il diamante ed è prezioso come l’oro.

Comunicare per immagini, la fotografia di moda: Craig McDean

Oggi in aula abbiamo analizzato insieme alla professoressa di Lettere  le fotografie che un fotografo di moda inglese, Craig McDean, ha realizzato per Vogue. Abbiamo deciso così di ispirarci a questa immagine per creare una ‘nostra’ copertina in laboratorio:

Craig McDean
Craig McDean per Vogue

 

Arlinda è stata scelta come modella ed Elena si è occupata del make up sotto la supervisione della docente di Estetica. Ecco tutti i passaggi:

  1. Elena ha applicato un tris di correttori per correggere le imperfezioni del viso;
  2. In seguito, ha steso con il pennello un fondotinta porcellana;
  3. Poi ha applicato la cipria e un blush sulle guance sui toni del marrone;
  4. Le sopracciglia sono state definite in modo molto marcato usando una matita nera.
  5. Anche agli occhi è stata data maggiore definizione con una matita nera, stesa anche nella rima interna dell’occhio, rendendo lo sguardo profondo;
  6. Un tocco intenso di mascara  e il rossetto rosso hanno completato l’opera.

 

In laboratorio, Arlinda è stata acconciata sotto la supervisione della docente Chiara Fuduli:Dopo uno shampoo accurato con applicazione della maschera, i capelli di Arlinda sono stati acconciati con una piega liscia utilizzando la piastra per accentuare l’effetto. Infine sono stati lucidati con uno spray apposito per accrescere l’effetto brillantezza. Ecco come appariva Arlinda prima del make up viso e dell’acconciatura.

PRIMA
Arlinda PRIMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco invece Arlinda nella versione definitiva:

Foto di Irene Vivarelli
Arlinda nella prova di copertina. Cosa ne pensi? Lasciaci un commento!